Briciole di un'esperienza 

Cari amici, dal 16 al 26 agosto 2010 ho avuto l’opportunità di partecipare al campo servizio della Piccola Casa di Torino. Nel trovarmi in quel Luogo ho rafforzato la convinzione che gli avvenimenti belli e importanti della vita si fanno lungamente attendere e desiderare.
Queste pennellate sono giustificate dall’essere riuscito a scorgere qualche perla di un gioiello più grande e dalla gratitudine agli animatori e animatrici che hanno avuto la pazienza e il coraggio di fare un piccolo tratto di strada con noi.
Un gruppo variegato per provenienza, età e diversità caratteriale ha trovato una piattaforma d’incontro anche grazie alla semplice ma calorosa accoglienza.
Una nota degna d’attenzione è stato lo stile e il clima di famiglia che ci par di avere, un po’ tutti, respirato. Le famiglie a cui siamo stati destinati, tra gli Ospiti stessi, il cortese ed appena accennato sorriso di saluto nei cortili interni era un rimando ad una appartenenza unica.

Area Pastorale giovanile

Abbiamo avuto modo di apprezzare la serietà e la profondità delle Sorelle nella cura che hanno dato nella guida della Preghiera, nel canto e nelle riflessioni della Parola in cui si sono avvicendate ma anche nel modo rispettoso e scherzoso del loro rapportarsi tra loro e con noi.
Una provocazione umoristica, un bans, un apprezzamento, erano elementi di una comunicazione che all’interno del gruppo è stata innescata, tenacemente voluta e sapientemente fatta circolare e che ha dato prova dell’esperienza e dell’intelligenza delle Animatici. E grazie al rapportarsi con questo stile abbiamo trovato un incentivo nella comprensione che Dio è Padre.
Per riflesso proprio nell’incontro con la comunità di ricupero dei tossicodipendenti,che ha sede a Pinerolo, mi è parso d’individuare nella mancata comunicazione, intesa sotto vari registri, specialmente nel passaggio dell’adolescenza, come uno dei disagi che ha fatto da trampolino di lancio verso cadute esistenziali drammatiche ma non irreparabili.
Siamo stati condotti a scorgere una ricchezza mai esaurita all’interno della Parola di Dio, che si è servita dell’intelligente guida di Don Paolo per innescare un desiderio di fiducia nei confronti del Signore portandoci a desiderare che quei miracoli che sono narrati nel Vangelo e che si sono ripetuti nel Cottolengo possano innestare qualche germoglio di bene, e speriamo dei veri miracoli, nella nostra semplice vita.
La partecipazione alla messa mattutina delle 6:20 alla quale ci siamo recati in silenzio è stata, a mio giudizio, uno dei momenti più affascinanti ed espressivi.
Affermo espressivi perché l’osservare tante persone che arrivavano da punti diversi e convergevano lì per l’Eucaristia e poi da lì tutti si dipartivano per i vari servizi è stata una lezione pregnante più di tante catechesi.
Di pomeriggio abbiamo avuto sempre qualche incontro significativo con qualche persona della Piccola Casa.
L’incontro con Suor Regina ha suscitato più dell’interesse. Questa religiosa di 98 anni che fino a 2 anni fa ha lavorato, che ha raggiunto i 75 anni di Professione Religiosa mi fa sorgere un interrogativo, mosso dall’ammirazione. Come ha fatto a mantenersi fedele per tutta una vita a quella scelta fatta in giovane età? Qual è il segreto della sua perseveranza?
Nell’incontro con noi giovani indossava l’abito grigio che rimandava alla missione che lei vive nella partecipazione della sua sofferenza a quella di Cristo per il bene del mondo.
Il clima di serena laboriosità, d’ordine, di dedizione ai poveri e la volontà di incontrare ciascun povero e magari per poter porgere loro un semplice saluto deviare dall’abituale percorso sono dei segni che provocano una domanda a cui la semplice giustificazione umana e razionale tarda a rispondere. In questi giorni abbiamo toccato con mano quel che diceva il Santo “Siamo noi stessi un continuo miracolo”.
Non rimane che ripetere l’invito “ Vieni e vedi”.
Con viva gratitudine

F.P.


Piccola Casa della Divina Provvidenza, via S. G. Cottolengo, 14 - Torino, tel.+390115225111 — Cookie policy