Altre testimonianze 

Le giornate di ritiro per i giovani alla Piccola Casa.
Quando mi hanno proposto lo prima volta di partecipare agli incontri mensili dei giovani alla Piccola Casa ho titubato un po' poiché non avevo mai fatto prima di allora esperienze di questo tipo. Poi ho deciso ugualmente di buttarmi in quest'avventura ed è stato bellissimo! Dai ritiri mensili dell'anno scorso, pieni di preghiera, di silenzio, di meditazione, ma anche di condivisione e d'amicizia ho imparato molto per il mio cammino umano e spirituale e mi sono sentita accolta da una grande famiglia che sperimenta come me le gioie, le fatiche, le speranze che comporta la testimonianza quotidiana all'Amore di Gesù Risorto per ognuno di noi e l'appartenenza alla Sua Chiesa. leggi tutto

Daniela

Caro "Cafasso", grazie!
Caro "Cafasso" [nucleo di ospiti del Cottolengo di Torino], grazie!
Forse non sai quanto è grande il dono che ho nelle mani… aver conosciuto i tuoi volti, le tue mani, le tue voci. Mi sarà difficile dimenticarli…
Per me sarai il luogo della vita che coinvolge e contagia… che accarezza, sorride, grida, che segna con la sua bellezza.
A tutti i cuori che ti abitano un enorme grazie e prega per me, che c'è ancora tanto spazio da riempire di quella musica, di cui tu, invece, sei pieno. Grazie "Cafasso"!

Un giovane – estate 2007

M'illumino d'immenso
"M'illumino d'immenso", così come Ungaretti, tutte le volte che con la mente ritorno a quegli sguardi che sono rimasti scolpiti nel cuore. Sul quadro che è quello della mente mia, ogni ospite della Piccola Casa ha lasciato il suo tocco di luce, l'impronta della sua dolce armonia. Come riuscire a comunicare un’esperienza talmente profonda e intensa da risultare ineffabile? Nessuna parola potrà mai esprimere le vive emozioni che si provano nell’essere volontari al Cottolengo. leggi tutto

Una giovane – estate 2007

La scuola delle carezze
Nei 40 giorni passati alla Piccola Casa della Divina Provvidenza (To), nella famiglia dei S. Innocenti ho imparato a dire: “Deo Gratias!”.
Mentre preparavo l’ultimo esame prima della tesi, pensavo ad alcuni miei amici che partivano per stage e corsi di specializzazione all’estero e mi domandavo seriamente perché io avessi risposto di ‘no’ a quelle proposte per dire ‘sì’ a questa. Ora, al ricordo di quell’estate, con un sorriso sulle labbra, realizzo che anch’io ho fatto uno stage e con che maestro! leggi tutto

Beatrice di Roma

Un’esperienza di formazione globale
Inizialmente non pensavamo che questo periodo potesse segnarci così tanto, ha superato ogni nostra aspettativa.
Da quando abbiamo deciso di vivere questa esperienza alla Piccola Casa della Divina Provvidenza spesso ci hanno chiesto quali fossero i motivi che ci hanno spinte a trascorrere in questo modo una parte delle nostre vacanze. La risposta non è così facile, sicuramente c’era la voglia di servire, seppur nel nostro piccolo, coloro che ne hanno bisogno, ma anche il desiderio di provare un’esperienza più forte, di metterci alla prova e vivere un “campo” differente da quelli che conosciamo. Finalmente arrivato il giorno atteso, siamo partite con tanta voglia di cominciare e anche un po’ di preoccupazione, in fondo non sapevamo ancora bene cosa ci aspettasse e quello che avremmo dovuto fare! leggi tutto

Elisa, Federica e Letizia

Un posto per confrontarmi
Eccomi qua, sì sono ancora io... È trascorso appena un giorno da quando ci siamo lasciati, ma ho tanta voglia di scrivervi. E questa mia voglia nasce da un desiderio profondo di urlarvi a squarciagola: Grazie! Ho trascorso tre giorni fantastici alla Piccola Casa, tre giorni nei quali ho coltivato tanta gioia, una gioia che ti dà grinta, che sa smuovere le montagne. leggi tutto

Stefano

Un sorriso dà felicità
Ho partecipato alla festa giovani del 15 aprile 2007, nella quale abbiamo ricordato i 175 anni di vita della "Piccola Casa della Divina Provvidenza"... e sinceramente… è stato uno dei giorni più belli della mia vita....!!! Sinceramente alla partenza ero un po’ preoccupata per quello che mi aspettava.... però, quando sono arrivata, sono stata benissimo... davvero...!!!
Vedere tutta quella gente malata che, nonostante questo, guarda la gente sorridendo mi ha fatto stare davvero bene!!! Il sorriso della gente mi riempie il cuore di gioia!!! E’ proprio vero che "se guardi la vita sorridendo, anche lei ti risponde con un sorriso"…
Sono stata felicissima di questa giornata... ho capito quanto sia importante l'amore verso gli altri... e come li si può fare felici con poco... anche solo con un sorriso...!!!
Questa Piccola Casa è stata davvero un’idea magnifica.....almeno secondo me!!!
Ieri dopo la messa.... quando abbiamo lanciato i palloncini ho pianto… ma ho pianto proprio con il cuore...!!! Ma la cosa che mi ha stupito è che piangevo per la gioia che avevo dentro!!!
Tra tutti gli stand che abbiamo fatto... anche se sono stati tutti bellissimi, è stato quello delle suore di clausura che mi ha colpito moltissimo… Il fatto di dedicarsi completamente a Dio in tutto e per tutto mi segnato dentro questa cosa...
Vabbe’... avrei da scrivere moltissime altre cose....però non voglio annoiare nessuno... Voglio ringraziare tutti quelli che hanno reso speciale questa giornata!!!
Grazie con il cuore!!!

Deborah

Un amore paziente
In una società dove si è sempre pronti a dire: “Basta, sono stanco!” voi riuscite, con la vostra gioia, con i vostri sinceri sorrisi, con la fede nelle piccole cose, con la speranza negli occhi, con la perseveranza e con la pazienza, a far risplendere e rendere manifesto l’amore di Dio.
Grazie per l’ospitalità, la cordialità e l’amore di cui ci avete circondato in questi giorni.

Clan Manikaba - Gruppo scout Corridonia 1

Gioia nel cuore
Non so proprio da dove partire... per raccontarvi l'esperienza di quest'estate, vissuta alla "Piccola Casa della Divina Provvidenza" di Torino. È stata così intensa che ora faccio molta confusione nel rimettere insieme tutte le idee... Nella Piccola Casa si sperimenta una gioia condivisa e contagiosa che arriva a toccare il cuore, una gioia che nessuna menomazione può fermare. All'interno del Cottolengo non è possibile trovare persone in lacrime o disperate, ma ospiti sereni, trovando "fiori tra le rocce" pesanti dell'umanità ferita. Non è certo superficialità ma è l'evidenza di una grande speranza. Non è che la malattia, l'handicap, il limite ... scompaiono improvvisamente. Assistendo queste persone piagate nel corpo possiamo fare l'esperienza di un incontro con il Signore risorto. I poveri, i sofferenti, gli ammalati che vivono qui sono miti, non arroganti e prepotenti, ma dolci e capaci di accogliere una persona senza giudicarla ma con la capacità, anzi l'arte, dell'incontro, l'arte di incontrare qualcuno e di farlo sentire a casa. Quando ci si sente accolti così, non c'è bisogno di mostrarsi più belli o più simpatici di quel che si è, ma basta essere semplicemente se stessi. La loro mitezza ci aiuta a fare verità in noi, ad essere ciò che siamo senza maschere. E poi sentirsi accolti pone le condizioni migliori affinché il proprio cuore rifiorisca...

Cristina di Cuneo

Quel "Deo gratias" lungo 100 anni. Il segreto? La fedeltà del Signore.
Ho iniziato a darmi da fare molto presto nella vita. A 12 anni con mia sorella ho incominciato a lavorare alla "Filatura biellese" di Gaglianico. Per raggiungerla più facilmente, lungo la settimana si alloggiava a Ponderano. Il sabato, dopo il secondo turno di lavoro (14-20) si tornava al paese facendo quasi tutta la strada a piedi, lungo viottoli faticosi del bosco. Si arrivava finalmente a Torrazzo all'una di notte, con tanta stanchezza e tanta fame. Il lunedì si ripartiva. Tutto questo mi ha temprata e resa disponibile per altre fatiche». Suor Scolastica Gerardo ricorda il tempo del lavoro e della fatica prima del suo ingresso fra le suore dell'istituto di san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Leggi tutto

Suor Scolastica Gerardo

Ho fatto il pieno al Cottolengo
… Il periodo trascorso al Cottolengo, pur breve, è stato ricco di grazie ed è stata un’esperienza del tutto diversa dalle altre.
Tutto mi è passato così fugace e al tempo stesso così segnato da una realtà tutta da meditare, da approfondire, da fare mia!…
…I malati, i sofferenti, il complesso cottolenghino, almeno da quello che mi è stato possibile capire e farmi un’idea… credo che quella disponibilità quella forza, quella carica e quel coraggio, siano il dono provvidenziale più bello del Padre Fondatore. Come tutto mi risuona di messaggio, di bellezza, di monito!!!
Nel mondo si parla di carità e se ne parla fin troppo, ma tra le mura del Cottolengo la si vive… Da voi ho sentito come quando si va al distributore di benzina per fare il “pieno” perché la macchina possa continuare a correre, verso la sua strada… Io mi sono ricaricato…

Luigi

Siamo tornate carichi di doni
Durante le giornate trascorse alla Piccola Casa abbiamo trovato un clima proprio familiare… abbiamo cercato di “regalare” le nostre mani e di offrire gioia alle ospiti… abbiamo provato sulla nostra pelle cosa significhi “donarsi agli altri”. Certo, l’abbiamo fatto per poche ore al giorno, però ce l’abbiamo messa tutta. Siamo partite col bel proposito di dare gratuitamente, ma siamo tornate carichi di doni perché le Ospiti, con gesti e parole molto semplici, ci hanno restituito il centuplo di quello che abbiamo dato loro…

Un gruppo di ragazze

Ho trovato un bel modo di vivere
[da un’esperienza svolta a Chaaria – Kenya] …i fratelli ed i ragazzi mi mancano molto. Ho gli occhi pieni del sorriso e del pianto di tanta gente, di persone con nome e cognome… …Mi mancano i silenzi, le grida, gli affanni, le serate in sala parto o in giro per le camere… Mi manca il buio della notte o della cappella alle undici di sera…
Grazie perché mi avete insegnato che non bisogna aver paura di lottare ed impegnarsi per ciò che si crede, così come mi avete insegnato che l'affidarsi alle mani di Dio è un bel modo per vivere l'oggi e il domani…

Anna Maria

Un ambiente unico
… sono gradualmente venuto in contatto con una realtà ed ho scoperto un mondo di persone e di rapporti umani, in un ambiente davvero unico che lo circonda… in cui non esiste chi assiste e chi è assistito, ma in cui tutti vivono armoniosamente…

Un giovane di Brescia

Non bastano medicine per la sofferenza
...quello che ho potuto vivere con voi è stata più che una semplice esperienza e ha lasciato in me una traccia profonda. Ancora adesso a chi mi chiede le mie impressioni sul Cottolengo, riesco ad esprimere tutto, quasi rivivessi, momento per momento...
...Ho imparato a pregare, anche quando la stanchezza e la poca voglia pesavano; ho imparato a sorridere e ad essere gioioso, quando tutto dentro di me... si contorceva...
Mi sembra d'aver compreso che cosa è la sofferenza e come non bastano medicine per alleviarla, ma occorre cuore. Ho scoperto che l'amore è sempre e solo un dare, anche quando sembra impossibile...
Mai come in quei giorni avevi scoperto il Cristo sofferente, povero, il Cristo abbandonato al margine della società , perché l'uomo egoista "butta via" ciò che non gli serve...

Un giovane di Novara

Ho ricevuto moltissimo
... La concretezza del servizio al quale sono stato subito chiamato è stata la molla che ha cominciato a farmi capire in quale realtà mi stavo calando e la profondità alla quale dovevo giungere. E così ho fatto pochissimo...
... sia per quello che realmente facevo ogni giorno, sia per il periodo di permanenza, ma ho ricevuto moltissimo.
Ho ricevuto soprattutto nel significato del "servizio", che spesso avevo tentato di spiegare in una maniera accomodante. Niente di "accomodante" invece nel reparto "San Gaetano", nel desiderio di far trascorrere con serenità le giornate dei "familiari"... infatti proprio in una famiglia mi son trovato, e tutto il mio impegno è stato per costruire di più questa famiglia.
La sera mi sono ritrovato spesso stanco, ma davanti al Signore a chiedermi se quello che avevo fatto e detto era stato sufficiente e svolto in una maniera cristiana: inutile dire che c'era sempre da essere di più...

Un diacono

Ho scoperto il valore delle piccole cose
Ho scelto di fare l'anno di volontariato sociale per fermarmi ed andare alla scuola dei poveri, per smetterla di chiudermi nel mio piccolo mondo ed allargare gli orizzonti del mio cuore.
Ho camminato con le mie grandi amiche, le Ospiti... con loro ho riscoperto quanto è bella la vita, ho riscoperto il valore delle piccole cose, ho capito che veramente "l'essenziale è invisibile agli occhi"!

Lorena

Mi giudicavo inutile
... un anno fa mi giudicavo inutile; ora sono radicalmente convinto che il mio sorriso può arricchire il cuore di gioia a certe persone, senza impoverire me, anzi! Ormai queste persone sono dei veri amici che chiamo per nome...

Vito di Caserta


Piccola Casa della Divina Provvidenza, via S. G. Cottolengo, 14 - Torino, tel.+390115225111 — Cookie policy