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Venerdì 15 novembre nella nostra scuola c’era un gran fermento per l’arrivo della tanto attesa reliquia del Beato Francesco Paleari.

Alle 15.30 abbiamo accolto genitori, nonni, amici, volontari e con un canto abbiamo iniziato il momento di riflessione, guidati da Don Rodolfo. Abbiamo pregato insieme ringraziando il Signore per la semplicità di cuore del Beato Francesco Paleari, Don Rodolfo ha spiegato ai bambini questi 3 punti:

  1. In ogni volto don Francesco vedeva l’immagine di Gesù, quindi anche noi cerchiamo di volerci bene sempre e tutti.
  2. Impariamo da questo Beato che è bello ringraziare sempre… prima di tutto il Buon Dio, i genitori e quanti ci aiutano a crescere e conoscere il bene.
  3. L’innocenza e mitezza di Gesù: "Noi dobbiamo essere nelle mani di Dio come una palla nelle mani di un bambino che gioca” così anche noi avere il cuore pieno di gioia, è così che diventiamo SANTI.

Emozionante è stato il momento in cui i nostri bambini, accompagnati dal canto “Ama il prossimo, amalo”, hanno appeso in un grande cuore un piccolo cuoricino con scritto il loro nome; con questo gesto hanno voluto impegnarsi ad avere un cuore grande come quello del beato Francesco, pronto ad amare ogni persona che si incontra nella vita e ad affrontare tutto con il sorriso.

Per non dimenticarci del Beato e del nostro impegno, suor Giusy ha donato ad ogni bambino una medaglietta e l’immagine del Beato con vari libretti per conoscere la sua vita e ciò che ha seminato di bene. Abbiamo terminato il momento di preghiera con il canto “Camminerò” per chiedere al Signore Gesù di aiutarci a camminare nei suoi sentieri e a farci santi.

 


Una testimonianza...

Era da parecchio tempo che la reverenda suor Giusy mi aveva anticipato l’arrivo, nella nostra parrocchia di Velate, della reliquia del Beato Paleari. A tal proposito, mi chiedeva di documentare l’evento con delle immagini fotografiche, sia in Chiesa durante la Santa Messa, che presso la Scuola dell’Infanzia “S.Anna” con la presenza dei piccoli del Nido “Belli & Monelli” dove ella presta la sua opera con i bambini.
Mi sono documentato in Internet leggendo un po' la vita del Beato, e quello che mi ha colpito in modo particolare, oltre la sua vita di religioso, è stato il viso. Come prima impressione guardandolo mi ha suscitato, nel mio intimo, un senso di gioia e tenerezza. e la sensazione di vedere un buon padre di famiglia, un nonno dal Cuore gioioso.
La prima impressione, quella che senti a fior di pelle è sempre la più giusta, e cosa vedo all’interno di questa teca “un pezzo di Cuore del Beato” quasi a confermare che il suo messaggio è: cercate di avere anche voi un cuore come il mio, ma poi avrebbe aggiunto: non è merito mio, certo io l’ho coltivato, ma è un dono di Dio Padre.
E come si può descrivere lo sguardo stupito e ammirato dei nostri bambini dell’asilo mentre Suor Giusy girava nelle aule con la reliquia in mano? Certo io sono adulto, quindi fuori concorso, ma penso che si siano resi conto di vedere qualcosa di speciale.
Al termine della giornata ero certamente felice, e con un desiderio, che il buon Padre Santo donasse anche a me come al Beato un cuore capace di semplicità e tenerezza, aperto alle cose semplici, all’amore per i fratelli.
                                                                                     Galbusera Giuseppe


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