24 dicembre 2012

Omelia di Padre Lino Piano nella S. Messa di mezzanotte preceduta dall'ufficio delle letture:

 

"Oggi è nato per noi il Salvatore."

Il versetto del salmo esprime l'avvenimento che viene celebrato dalla liturgia.

L’evento realizza la speranza di salvezza annunciata dal profeta Isaia.

La salvezza presenta un aspetto di luce, di gioia, di liberazione.

Tutto questo è concentrato in un bambino che ha le caratteristiche messianiche: Consigliere ammirabile, Dio potente, principe della pace.

Per noi la speranza preannunciata dal profeta è diventata realtà, una realtà consolante.

Se noi possiamo godere di questa realtà consolante è perché ci furono dei costruttori di speranza. I profeti furono grandi annunciatori di speranza specialmente Isaia, però le parole dei profeti sarebbero state parole al vento se non ci fossero stati dei costruttori di speranza.

Possiamo citarne qualcuno:

Abramo al quale Dio chiede di lasciare la sua terra per andare in un’altra. Di lì è iniziata la storia della salvezza che poi ha avuto il compimento in Cristo.

Giuseppe venduto dai fratelli che poteva vendicarsi e poteva tranquillamente sterminare la sua famiglia quando era in Egitto, ma non lo fece.

Mosé salvato da due donne (sua madre e la principessa egiziana): hanno contribuito a realizzare la speranza di Israele.

Lo stesso Mosé è stato il grande costruttore di speranza per Israele nonostante le incomprensioni e le tribolazioni della vita nel deserto.

Due coniugi (Giuseppe e Maria) che hanno accolto il mistero di Cristo, si sono messi a disposizione di Dio, così la salvezza ha avuto il suo compimento.

Infine Cristo è la grande speranza del mondo. Che cosa ha fatto?

Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità. Questo è il vero grande dono: in lui è apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza.

E' il significato della venuta di Cristo in mezzo a noi.

Anche noi possiamo essere, dobbiamo essere costruttori di speranza. Ciò avverrà se siamo disponibili a Dio in quello che lui può chiederci.

Il dono di noi stessi senza dubbio costruisce la speranza, vivendo però nella sobrietà, giustizia e pietà (cf. 2da lettura).

Senza un impegno spirituale e ascetico nella propria vita non si costruisce la speranza; si creano illusioni.

Deo gratias!


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