Omelia (Tutti i Santi - 1 novembre 2012)

di Padre Lino Piano

La solennità di tutti i santi celebra tutti coloro che dopo la morte godono della visione beatifica.

Sulla visione di Dio l'AT è dominato da un duplice pensiero: nessuno può vedere Dio senza morire perché Dio è troppo grande, abita in una luce inaccessibile, è al di là di ogni possibilità di conoscerlo a fondo.

Nei salmi si esprime sovente il desiderio di vedere il volto di Dio (cf. Sal 26,8: il tuo volto Signore io cerco; Sal 23,6: Ecco la generazione che... cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe).

Non si tratta di vedere Dio come dice S. Giovanni nella seconda lettura: lo vedremo così come egli è. Tale visione è riservata per la salvezza messianica definitiva, portata da Cristo quando saremo con lui e con lui contempleremo il Padre: cf. Ap 22,4: "I suoi servi lo adoreranno; vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla fronte".

Nei salmi cercare il volto di Dio equivale a desiderare di essergli vicino nel servizio del tempio, nella liturgia, vivere il suo mistero, cioè entrare in comunione con lui anche in questa vita.

Una delle beatitudini promette la visione di Dio a una condizione: Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Per la Scrittura il cuore è l'intimo dell'uomo, il centro della persona, la coscienza. Di conseguenza la purezza di cuore è la limpidezza di vita, l'orientamento totale verso Dio, è la piena conformità alla volontà di Dio.

Ai puri di cuore il Signore dona anche in questa terra l'esperienza del suo mistero. Di questo tutti abbiamo bisogno. Per es. essere esauditi nella propria preghiera, essere salvati miracolosamente da qualcosa, ottenere una consolazione insperata, ecc.

Tutto ciò si può chiamare esperienza di Dio.

In fondo la beatitudine esprime l'unità tra la vita e la fede, tra la liturgia e le attività quotidiane. Esprime la limpidezza di vita che è necessaria per stare vicino al Signore e insieme servirlo con gioia nella vita di ogni giorno.

Il Cottolengo offre una ricetta molto semplice per vedere Dio in questo mondo. Così scrive a una suora: “chi ha lo spirito di ubbidienza vede Dio dovunque si ritrovi”. (C, I, p. 494: 23 settembre 1835).

Se Dio ci appare lontano, estraneo, dobbiamo domandarci se abbiamo purificato il nostro cuore. Se Dio ci appare lontano, potrà essere per qualche prova spirituale come si legge nella vita dei santi o nei libri di teologia spirituale, ma forse è perché siamo noi lontani da lui. E allora dobbiamo aprirci a lui con la carità.

Deo gratias!


Piccola Casa della Divina Provvidenza, via S. G. Cottolengo, 14 - Torino, tel.+390115225111 — Cookie policy